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Dove trovare l’aperitivo al tramonto migliore sull’isola: il locale segreto sul mare

Giorgio Beneventidi Giorgio Beneventi· 14/08/2026 14:20
Dove trovare l’aperitivo al tramonto migliore sull’isola: il locale segreto sul mare

Si trova sotto il vecchio semaforo di Punta del Vento, sul lato ovest dell’isola. Si chiama Il Molo Turchese: una pedana di legno sugli scogli con dodici tavolini. Aperitivo dalle 18:30, tramonto in prima fila, mare a un braccio.

La formula è semplice: sedute basse, ghiaccio spesso, agrumi locali, musica bassa. Chi arriva prima sceglie, chi arriva dopo aspetta sulla scalinata. La luce fa il resto.

Come si arriva

Dalla piazza del porto seguite via del Faro per 700 metri, poi il cartello “Punta del Vento”. Dodici minuti a piedi in leggera salita. Ultimi 150 metri su sterrato: servono scarpe con suola di gomma.

In scooter: cinque minuti, parcheggio per dieci mezzi prima della sbarra. Auto sconsigliata al tramonto per mancanza di posti. Dal parcheggio, scendere la rampa in pietra e prendere la scaletta di ferro sulla sinistra.

La segnaletica è volutamente discreta: una tavoletta con la sigla “M/T”. Il panorama guida meglio delle frecce. Chi ha difficoltà di deambulazione può fermarsi al belvedere superiore: stessa vista, meno sbalzi.

In caso di mare mosso, la pedana chiude. Il vento di maestrale pulisce l’orizzonte ma alza spruzzi: verificate l’avviso affisso al cancello entro le 17:00.

Cosa si beve e si mangia

La carta è corta e competente. Tre miscelati della casa: Spritz agli agrumi dell’isola, Gin tonic al rosmarino e limone, Negroni del marinaio con vermouth artigianale. Calici di bianco secco delle terrazze a picco e rosato salmastro.

Nel piatto: olive condite, capperi sotto sale risciacquati al momento, pane abbrustolito con olio nuovo, pomodori al sale e origano. Tagliere mare con alici marinate, tonno affumicato, ricotta salata grattugiata. Porzioni misurate per non coprire la sete.

Acqua sempre sul tavolo, gratuita e fresca. Ghiaccio a cubi grandi, niente cannucce di plastica. Tovagliette in fibra lavabile. Una breve nota sul retro del menù ricorda l’attenzione alla filiera corta e al riuso.

L’atmosfera: luci basse, mare protagonista

Gestione familiare, servizio in due tempi: accoglienza alla scaletta, consegna al tavolo. Poche parole, sorrisi asciutti. Ogni ordine passa sul banco di legno levigato dal sale. Il tempo è l’ingrediente segreto.

La musica è una playlist che non invade: chitarre leggere, qualche standard jazz. Le candele compaiono dopo il primo calo di luce. Le lampade sono schermate per non abbagliare né il mare né gli occhi.

Quando scende il sole, la pedana tace per un minuto. È un rito non scritto: si ascolta il respiro della scogliera. Subito dopo arriva l’Ora blu. Le foto vengono da sole, a patto di non usare flash.

Quando andare e quanto costa

Mesi migliori: giugno e settembre. In luglio e agosto arrivate entro le 18:20, soprattutto nei weekend. Il sole si spegne dietro l’isolotto di ponente tra le 20:30 e le 20:50 a seconda del periodo.

Prezzi chiari: miscelati 10–12 euro, calici 7–9, taglieri 12–18. Coperto assente. Tempo di permanenza consigliato: 45 minuti nei giorni di punta, libero negli altri.

Niente prenotazioni telefoniche. Lista alla lavagna dalle 17:00, con nome e numero di persone. Chi non risponde alla chiamata perde il turno a favore del successivo, senza eccezioni.

Sicurezza e rispetto del luogo

La pedana è sul mare. Sandali e infradito scivolano: meglio suole antiscivolo. Vietati i tuffi e le soste sulla scaletta durante il servizio. Bambini benvenuti ma sempre per mano vicino al bordo.

L’area ricade nel perimetro di un’Area marina protetta. Niente mozziconi negli scogli, niente vetro lasciato a terra, niente musica propria. Le luci restano basse per non disturbare la fauna notturna.

In caso di allerta vento o mareggiata la chiusura è immediata. Informazioni aggiornate vengono condivise in bacheca e presso la Capitaneria al porto. Per emergenze, riferimento alla Capitaneria di porto.

Se non trovi posto

Prima alternativa: il belvedere del Faro, dieci metri sopra la pedana. Stessa luce, nessun servizio. Portatevi una borraccia e un pareo. Silenzio richiesto.

Seconda alternativa: il chiosco del promontorio, a cinque minuti verso sud. Due panche, birre artigianali in bottiglia, patatine e olive. Tramonto più laterale ma meno affollato.

Terza alternativa: la scalinata delle vele, lato nord della cala. Posti a sedere sul cemento vecchio del molo. Vento più deciso, fotografia nitida, odore di salsedine intenso.

Chiudete il cerchio con una passeggiata lenta di rientro. La strada del faro si svuota in fretta. Restano il sale sulle braccia e il rumore corto dell’onda. È l’isola che accompagna alla sera senza alzare la voce.

Giorgio Beneventi
Giorgio Beneventi

Giorgio ha gestito per oltre un decennio una piccola locanda sulla riviera ligure, ospitando viaggiatori da tutto il mondo. Ama raccontare storie di turismo esperienziale e piccoli borghi fuori rotta, con uno sguardo sempre rivolto al valore umano dell'accoglienza.