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Giro in kayak sotto le scogliere di Procida: il punto panoramico che nessuno indica sulle guide

Beatrice Gardindi Beatrice Gardin· 21/08/2026 07:21
Giro in kayak sotto le scogliere di Procida: il punto panoramico che nessuno indica sulle guide

Quando ho deciso di affrontare il giro in kayak intorno a Procida, non cercavo il solito tragitto turistico. Volevo scoprire quello spazio dimenticato che nelle guide non compare, il punto dove il turismo di massa non è ancora arrivato. E l'ho trovato, proprio sotto le scogliere più selvagge dell'isola, dove le rocce cadono a picco sul mare e il silenzio è rotto solo dal suono delle onde che colpiscono la parete di tufo.

Procida, pur essendo uno dei set preferiti delle produzioni cinematografiche italiane, nasconde ancora angoli dove il caos non è penetrato. Le scogliere che fronteggiano il versante nord dell'isola rappresentano uno di questi microcosmi non ancora conquistati dal turismo organizzato. Durante la mia risalita dal mare, la prospettiva cambia completamente: dall'acqua, le abitazioni colorate appaiono sfuocate, quasi irrilevanti, e ciò che domina la scena è la natura bruta delle formazioni rocciose.

Il kayak come mezzo di scoperta autentica

Scegliere il kayak per esplorare Procida non è una scelta random. Il kayak offre quella lentezza che le barche a motore non consentono, quella possibilità di fermarsi dove desideri senza dover seguire itinerari predefiniti. Durante i miei anni di viaggi itineranti, scoperto che i veicoli più umili—biciclette, kayak, persino le gambe—regalano sempre le esperienze più autentiche.

Ho noleggiato il kayak da un piccolo chiosco sul porto della Corricella, dove il proprietario mi ha guardata con uno sguardo che diceva chiaramente: "Un'altra con il gps che crede di fare avventura." Gli ho soriso, gli ho chiesto solo di quale lato stare alla larga per motivi di sicurezza, e via verso le scogliere.

La sensazione di spostarsi sull'acqua con la sola forza delle braccia crea un contatto diretto con l'ambiente che nessun mezzo motorizzato riesce a replicare. I dettagli emergono: i nidi di gabbiani che tacciono al tuo passaggio, le piccole grotte dove l'acqua risuona come in una cattedrale naturale, le venature colorate delle rocce che solo da vicino riveli la loro vera identità.

Sotto le scogliere: il panorama che le guide non indicano

Il punto panoramico vero inizia dove le scogliere raggiungono l'altezza massima, probabilmente attorno ai trenta metri. Da qui, guardando verso l'orizzonte, vedi il Golfo di Napoli in una prospettiva che non troverai in nessuno dei percorsi turistici standard. La Napoli lontana scompare nella foschia, ma le isole del golfo—Ischia, Capri, persino la massa del Vesuvio—si allineano come monumenti naturali che solo dal mare riescono a trasmettere la loro vera scala.

Quello che sorprende è la solitudine. In pochi minuti di pagaiata dal porto principale, il rumore della civiltà svanisce completamente. È un silenzio raro per il Golfo di Napoli, un'isola che non conosci perché ai turisti viene sempre suggerito di restare nei villaggi marinari, di fotografare le case colorate, di fermarsi nei ristoranti sulla costa est.

Ho pagaiato lungo la scogliera per quasi quaranta minuti, scoprendo che lo spazio si dilata in modo inaspettato. Le rocce cambiano colore a seconda dell'altitudine—grigio chiaro in cima, ocra spento verso il mare, con venature di rosso che sembrano inserite di proposito da un artista. In alcuni punti, crepe profonde tagliano la parete verticale, veri e propri canyon in miniatura dove l'acqua ha scavato per millenni.

Le informazioni pratiche che ti servono davvero

Se stai pensando di fare questa escursione, alcune cose devi saperle. Innanzitutto, scegli il mattino presto, non solo per evitare il sole a picco, ma anche perché il mare è più calmo e il paesaggio appare ancora immerso in una luce delicata che la fotografia riesce a catturare anche con uno smartphone.

La Sicurezza marittima è seria: controlla sempre le condizioni meteo, il vento di scirocco può trasformare il mare in pochi minuti. Ho trovato utile partire con una Mappa nautica scaricata sul telefono, un semplice precauzione che mi ha permesso di orientarmi senza preoccupazioni e di memorizzare i punti di interesse.

Il noleggio kayak costa intorno ai quindici euro all'ora. È economico, sostenibile, e ti permette di controllare totalmente l'itinerario. Non ho pagato nulla per una guida perché non la volevo, ma se sei alle prime armi con il kayak, gli operatori locali offrono accompagnamenti a prezzi ragionevoli.

Porta una protezione solare, anche se pensi di stare all'ombra. L'acqua riflette i raggi in modo ingannevole, e una scottatura arruinerebbe il resto del viaggio. Un impermeabile leggero è utile: il mare spruzza, e il fresco mattutino del golfo tende a far sentire l'umidità.

Il ritorno come conclusione naturale

Quando ho invertito la rotta verso il porto, il sole aveva iniziato il suo lento scivolamento verso occidente. Pagaiare di ritorno è stato diverso dal viaggio di andata: la stanchezza alle braccia rendeva ogni remata più consapevole, e la bellezza del paesaggio sembrava ancora più intensa, come se la fatica aggiungesse spessore alle emozioni.

Ho realizzato che questo punto panoramico rimarrà probabilmente nascosto. Non perché sia difficile da raggiungere, ma semplicemente perché il turismo mainstream non ha bisogno di questi angoli. Preferisce le catene alberghiere, i percorsi marcati, le destinazioni che passano di bocca in bocca sugli algoritmi dei social. E va bene così.

Procida dalle scogliere non è il Procida che troverai nei magazine di viaggio. È il Procida di chi ha il tempo di fermarsi, di pagaiare in silenzio, di lasciarsi sorprendere da quello che il mare ti mostra quando non lo cerchi attivamente. È il Procida che merita di essere scoperto lentamente, con le braccia che remano e gli occhi aperti a quello che il golfo vuole rivelare.

Beatrice Gardin
Beatrice Gardin

Beatrice ha imparato a conoscere hotel e ostelli durante un viaggio in bicicletta tra le Marche e la Puglia. Oggi si dedica a recensire soggiorni convenienti e itinerari ciclabili, combinando consigli pratici e racconti di viaggio per spiriti indipendenti.